MUTISMO SELETTIVO

 

Il mutismo selettivo (MS) è un disturbo d’ansia che si manifesta in età evolutiva ed è caratterizzato dall’assenza di comunicazione verbale in alcune situazioni sociali.Il termine “selettivo” indica che il bambino riesce a comunicare solo con alcune persone, solitamente i familiari, e ha difficoltà a esprimersi in certi contesti, ad esempio quello scolastico (APA, 2014).L’incapacità dei bambini di comunicare è il diretto risultato dell’ansia sociale e non è dovuto a deficit sensoriali o neurologici, come i disturbi afasici. Attraverso questo comportamento il bambino evita le sensazioni spiacevoli provocate dalla pressione sociale o dall’aspettativa di parlare in alcuni contesti (Shipon-Blum, 2010).

La comparsa dei primi sintomi (marcata timidezza, paura delle persone, ecc.) avviene tra i 2 e 3 anni, ma l’esordio avviene solitamente prima dei 5 anni, con le prime esperienze sociali e scolastiche in cui viene chiesto al bambino di esprimersi verbalmente (APA, 2014).Le caratteristiche peculiari del disturbo possono rendere la diagnosi ardua e spesso non immediata. Infatti, il bambino può non giungere all’attenzione clinica fino all’inizio della scuola dove si ha un aumento dell’interazione sociale e dei compiti prestazionali (APA, 2014).Il Mutismo Selettivo è un disturbo raro con un tasso d’incidenza tra lo 0,03% e 1%.

Quanti tipi di mutismo esistono?

Il mutismo selettivo non è un disturbo monolitico, ma esistono diverse varianti e sfumature che possono contribuire a una sua migliore comprensione. Per prima cosa, è possibile distinguere tra una forma primaria e secondaria. Il mutismo selettivo primario è il tipo più comune ed è quando il bambino non parla in specifiche situazioni, come a scuola, ma è perfettamente in grado di comunicare a casa con familiari e amici stretti. Il mutismo selettivo secondario si verifica quando una persona smette di parlare in risposta a un trauma, stress o altri fattori scatenanti. È importante sottolineare che il mutismo selettivo è un disturbo specifico che si concentra sulla selettività nel parlare, ed è importante non confonderlo con altri disturbi dell’ansia sociale o con l’autismo.

Come capire se si soffre di mutismo selettivo?

Il mutismo selettivo può essere spesso difficile da diagnosticare. È fondamentale prestare attenzione ad alcuni segnali nel bambino, come:

  • Silenzio persistente in situazioni specifiche, nonostante la persona sia in grado di comunicare verbalmente in altri contesti

  • Comportamento differente in ambiente familiare: i bambini con mutismo selettivo, come già detto, possono parlare normalmente a casa con i genitori, i fratelli e talvolta anche con poche persone selezionate

  • Ansia, timidezza e paura sociale: questi sentimenti possono essere scatenati dalla pressione di dover parlare in determinate situazioni

  • Modifiche comportamentali: il mutismo selettivo può portare a comportamenti di evitamento in situazioni sociali in cui è richiesta la comunicazione verbale. Ad esempio, il soggetto potrebbe ritirarsi, diventare eccessivamente timido o agitato

  • Selezione nell’interlocutore: chi soffre di mutismo selettivo potrebbe scegliere specifiche persone con cui si sente a suo agio per comunicare, escludendo tutti gli altri.

È essenziale sottolineare che il mutismo selettivo non consiste nella scelta consapevole di non parlare, ma piuttosto in una reazione ansiosa e involontaria.

Come intervenire per curare il mutismo selettivo

Per riuscire a superare il disturbo è necessario che i bambini vengano sottoposti ad un trattamento psicologico. Il più adatto risulta essere l’intervento cognitivo-comportamentale. Lo psicoterapeuta attua una serie di procedure utili a smorzare l’ansia e motivare il bambino nelle verbalizzazioni. Una volta effettuato questo passaggio verranno inserite delle prove guidate in cui lo psicoterapeuta aiuterà il piccolo ad affrontare quanto succede. Ad esempio si può simulare una conversazione con l’insegnante.

L’aspetto principale della terapia è sicuramente il coinvolgimento dei genitori: dovranno essere una parte attiva aiutando il piccolo nelle difficoltà e supportandolo dove necessario. Non devono mettere in difficoltà il bambino spingendolo a parlare e non devono escluderlo dalla vita sociale per paura che soffra. Devono rendere partecipi gli insegnanti, i nonni e gli amici che aiuteranno nel processo terapeutico.

Molto importante è la scuola. Gli insegnanti devono cercare di comprendere i sintomi ed evitare eccessivi rimproveri. Essi dovrebbero facilitare la vita scolastica del bambino evitando di costringerlo a parlare e lodarlo quando comunicherà spontaneamente. Risulta importante anche il maggior coinvolgimento possibile con la classe, rendendolo così un luogo sicuro e tranquillo per il bambino.

Anche se non comune il mutismo selettivo può persistere anche negli adulti. Mutismi non correttamente trattatati o mal diagnosticati perdurano negli anni e portano problemi anche nell’età adulta. I soggetti riferiscono che sentono ancora molti blocchi in alcune situazioni più difficili fino ad arrivare a soffrire di attacchi di panico.

Fattori di rischio

Molteplici sono i fattori che possono contribuire allo sviluppo del Mutismo Selettivo.

Muris e Ollendick (2015) propongono un modello psicopatologico e multi componenziale che integra più fattori di rischio:

  • Fattori genetici e fisiologici: è stato dimostrato che le famiglie di bambini con MS presentano problematiche psicopatologiche legate allo spettro dell’ansia. Questi dati oltre a evidenziare la componente ereditaria del disturbo, confermano l’adeguatezza dell’inserimento del MS tra i disturbi d’ansia e supportano la comorbilità del MS con il disturbo d’ansia sociale (Stein et al.,2011);
  • Fattori temperamentali: l’inibizione comportamentale (tendenza abituale a mostrare paura o evitamento di fronte a persone, situazioni, oggetti nuovi o non familiari) e i tratti di timidezza e isolamento (incapacità di rispondere in modo adeguato alle situazioni sociali) possono essere importanti fattori di rischio (Muris e Ollendick, 2015);
  • Fattori ambientali e familiari: lo stile genitoriale, in particolare l’inibizione sociale dei genitori e genitori iperprotettivi o più controllati possono anch’essi contribuire (Muris & Ollendick, 2015).


Strumenti legali per il mutismo selettivo nei bambini in età scolare

È importante che i genitori siano consapevoli dei diritti dei loro figli e delle leggi che li tutelano. Uno strumento chiave per le famiglie italiane è la Legge 104, anche nota come “Legge Quadro sull’Assistenza, l’Integrazione Sociale e i Diritti delle Persone Handicappate”. Questa legge riconosce i diritti delle persone con disabilità e può essere applicata anche ai bambini con mutismo selettivo.

Secondo la Legge 104, i bambini con disabilità, tra cui il mutismo selettivo, hanno diritto a supporti e servizi speciali a scuola. Questi servizi possono includere insegnanti di sostegno, interventi personalizzati e la possibilità di seguire un piano educativo individualizzato (PEI). Un PEI è un piano di intervento specifico che tiene conto delle esigenze e delle abilità del bambino e può prevedere misure per affrontare il mutismo selettivo nell’ambiente scolastico.

È fondamentale che i genitori collaborino con la scuola per garantire che il bambino riceva il supporto di cui ha bisogno. Questo può comportare incontri con gli insegnanti, il personale scolastico e, se necessario, l’assistenza di esperti nel campo della psicologia infantile.

Clicca qui per visitare il mio sito ufficiale


Bibliografia:

APA (2014) Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quinta edizione DSM 5, Raffaello Cortina Editore.

Cohan SL, Chavira DA, Stein MB. Practitionerreview: Psychosocialinterventions for children with selectivemutism: a criticalevaluation of the literature from 1990-2005. J Child PsycholPsychiatry. 2006;47(11):1085‐1097

D’Ambrosio M, Coletti B. (2002). L’intervento cognitivo-comportamentale nel trattamento del mutismo selettivo. Articolo pubblicato sulla rivista “I care” n. 27:3, pag. 97-103

Commenti

Post popolari in questo blog

ACCETTAZIONE: un pilastro fondamentale nella pratica Mindfulness.

AGORAFOBIA